Cenni storici

La Comunità ebraica di Roma è la più antica comunità ebraica del mondo occidentale e vanta una ininterrotta presenza nella città da oltre 2000 anni. Il primo insediamento ebraico a Roma è precedente alla distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme per opera di Tito nel 70 d.e.v.; sotto l'Impero romano la Comunità ebraica romana si sviluppò diventando una dei più importanti centri ebraici della diaspora. Durante il Medio Evo, la Comunità rimase fedele alle sue tradizioni, e fu ugualmente attiva nella traduzione e nella copiatura di codici, e nella diffusione del sapere scientifico, servendo anche da ponte culturale tra il mondo latino della Chiesa cattolica e l'Islam.

La Sinagoga, particolare della volta

Con l'arrivo degli ebrei espulsi da Spagna, Sicilia e Portogallo, a partire dal 1492, vennero introdotte a Roma usanze sefardite che convissero insieme a quelle della tradizione locale.

Nel 1555 il papa Paolo IV costrinse gli ebrei a vivere in un quartiere separato e recintato, posto sulla riva del Tevere, in una zona malsana, soggetta a inondazioni, con cancelli chiusi alla sera e riaperti all'alba. Agli ebrei furono precluse la maggior parte delle attività, non restava loro che il piccolo commercio, soprattutto di abiti vecchi e di oggetti usati. Tra le restrizioni giuridiche, sociali ed economiche, vi era quella che impediva agli ebrei di avere più di una sinagoga, prescrizione che fu aggirata incorporando sotto un unico tetto cinque diverse congregazioni o "scholae", le Scole degli ebrei romani (Scola Tempio e Scola Nova) e le Scole Catalana, Castigliana e Siciliana, che raccoglievano gli esuli. Inoltre gli ebrei erano costretti ad assistere periodicamente a prediche che erano tenute nelle chiese adiacenti al ghetto e che miravano alla loro conversione.

E tuttavia, nonostante le avversità, la vita ebraica continuava. Durante il periodo del ghetto, che si protrasse per 315 anni, la popolazione ebraica di Roma crebbe da 1750 a 5000 persone.

La definitiva equiparazione degli ebrei romani agli altri cittadini avviene solo nel 1870 con la fine del potere temporale del papa e la riunificazione di Roma all'Italia. Si apriva per gli ebrei romani, gli ultimi ad essere emancipati in Europa, un periodo di trasformazioni e di inserimento nella società civile e nazionale. Per risanare l'area, il ghetto fu raso al suolo e fu demolito anche l'edificio delle Cinque Scole, mentre gli ebrei iniziavano a trasferirsi in altri quartieri della città, prima contigui, poi più lontani.


Top of page
 
EDP Web